Amnesty denuncia l’Ue: “Chiudono gli occhi all’emergenza migranti”

0
245

“Invece di agire per salvare vite e fornire protezione, i ministri degli Esteri europei stanno vergognosamente dando priorità a irresponsabili accordi con la Libia nel disperato tentativo d’impedire a migranti e rifugiati di raggiungere l’Italia”. John Dalhuisen, direttore di Amnesty International per l’Europa, accusa le fallimentari politiche dell’Unione europea.

Migranti: vittime di terribili violenze

Nel rapporto, intitolato “Una tempesta perfetta. Il fallimento delle politiche europee nel Mediterraneo centrale”, l’Ong denuncia i governi europei. “Gli stati europei hanno progressivamente abdicato a una strategia di ricerca e soccorso in mare che stava riducendo il numero di morti in mare per una che invece ha causato migliaia di annegamenti e che ha costretto uomini, donne e bambini disperati a restare intrappolati in Libia, esposti a terribili violenze, ha aggiunto Dalhuisen.

Migranti: indifferenti i governi

“Avendo ceduto buona parte delle responsabilità della ricerca e del soccorso in mare alle Ong e avendo incrementato la cooperazione con la Guardia costiera libica – afferma Amnesty – i governi europei non stanno prevenendo le morti in mare e chiudono gli occhi di fronte a stupri e torture. Invece di agire per salvare vite e fornire protezione – dice John Dalhuisen, direttore di Amnesty International per l’Europa – i ministri degli Esteri europei stanno vergognosamente dando priorità ad irresponsabili accordi con la Libia nel disperato tentativo di impedire a migranti e rifugiati di raggiungere l’Italia”.

Migranti: torture disumane

Il rapporto poi si sofferma sugli scontri tra membri della Guardia costiera libica e trafficanti. “Le motovedette libiche – si legge nel rapporto aprono il fuoco contro altre imbarcazioni e sono state direttamente coinvolte, con l’impiego di armi da fuoco, nell’affondamento di imbarcazioni con migranti a bordo. Un uomo, proveniente dal Bangladesh, ha raccontato cosa è accaduto, dopo l’intercettamento della Guardia costiera libica: “Eravamo in 170 su un gommone. Ci hanno portato indietro in prigione e chiesto altri soldi. ‘Se pagate ancora stavolta non vi fermeremo. Noi siamo la guardia costiera’. Le prigioni libiche? Semplicemente l’inferno.

Migranti: degrado in Libia

Secondo Amnesty, mancano i controlli sulle operazioni in mare. “Le persone intercettate in acqua vengono regolarmente riportate nei centri di detenzione e torturate si legge nel rapporto – In Libia non esiste alcuna legge o procedura d’asilo. Di conseguenza coloro che restano intrappolati nel paese possono andare incontro a uccisioni, torture, stupri, rapimenti, lavoro forzato e detenzione a tempo indeterminato e in condizioni inumane e degradanti. Infine, un invito alle istituzioni europee: “L’unica maniera sostenibile e umana per ridurre il numero di morti tra coloro che rischiano la vita in traversate terribili è di aprire maggiori percorsi legali e sicuri per i migranti e i rifugiati diretti in Europa”.

Commenta l

SHARE
federico
Federico è un giornalista pubblicizza esperto di web e di temi di attualità
Loading...