Classifica Akamai, Italia ancora indietro per l’Internet veloce

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C’è poco da fare: l’Italia non riesce a schiodarsi dalle ultime posizioni nella graduatoria redatta da Akamai per studiare la penetrazione di Internet e la disponibilità della banda larga, nonostante i passi in avanti compiuti negli ultimi mesi.

La classifica sulla velocità di connessione. Il tradizionale rapporto dell’azienda americana, che fornisce una piattaforma per la distribuzione di contenuti via Internet, analizza in dettaglio le variazioni sul fronte connessioni che si sono riscontrate in 126 Paesi del mondo, stilando pertanto una classifica sullo stato di Internet a livello globale. Rispetto all’ultima edizione, aggiornata al quarto trimestre 2016, in quella relativa al primo trimestre 2017 si può innanzitutto dire che non ci sono particolari novità.

Italia a due facce. Anzi, in realtà l’Italia perde addirittura terreno, in particolare per numero di indirizzi unici IPv4 connessi alle reti Akamai: rispetto alla chiusura sul finale dello scorso anno, infatti, il 2017 si è inaugurato con un arretramento dell’1,8% in questo ambito, conservando comunque l’ultimo posto nella Top Ten specifica.

Il mercato si muove. E dire che negli ultimi mesi c’è stato un forte impegno dal punto di vista imprenditoriale, che si sono lanciati per offrire nuovo sviluppo alla banda larga sia grazie agli incentivi nazionali che con investimenti privati. Si parla non solo del progetto Open Fiber, ma anche dal lavoro di provider e aziende come Eolo, che stanno promuovendo in aree sempre più estese i loro piani di offerta Adsl casa a prezzi convenienti e velocità elevata. Secondo l’analisi di Akamai, comunque, l’impatto di queste strategie sarà maggiormente evidente nei prossimi mesi, quando il numero degli abbonamenti nelle varie città già cablate inizierà a salire.

I dati in Italia. Guardando in dettaglio la fotografia scattata da Akamai, nell’ultima rilevazione l’Italia raggiunge il 61esimo posto in Europa per velocità media disponibile, raggiungendo una media di 9,2 Mbps e facendo registrare un incremento del 6,2% rispetto allo scorso trimestre e addirittura del 13% anno su anno. Un risultato però ancora inferiore rispetto alle prestazioni di Estonia (46esima con 11,6 Mbps), Polonia (41esima con 12,6 Mbps) e Lituania (dove la banda media è pari a 14,6 Mbps, che vale il 28esimo posto). 

Indietro in Europa. Insomma, la crescita c’è, ma altrove fanno meglio. Ad esempio, non ha ancora raggiunto la piena affermazione la diffusione delle connessioni superiori ai 4 Mbps, che in Italia sono oggi al 79%, con un miglioramento del 2,2% rispetto al precedente trimestre; elevando la velocità, poi, si denota il crollo nazionale, con le connessioni a 10 Mbps che rappresentano solo il 26% del traffico totale e quelle superiori a 15 Mbps che si fermano appena al 12%. Per fare un paragone, nella nazione capofila in Europa, la Svizzera, si arriva rispettivamente al 75% e al 56% del traffico totale.

Va meglio sul mobile. Differente invece la situazione riguardante le connessioni da dispositivi mobile, dove l’Italia registra performance molto migliori, al punto di riuscire a issarsi al 21esimo posto assoluto nella classifica mondiale, in virtù di una velocità di download media di 12,4 Mbps che rappresenta un dato migliore anche di Paesi come Corea del Sud e Stati Uniti. Limitandosi solo all’Europa, però, bisogna notare che tutti i principali Paesi del Vecchio Continente hanno prestazioni più elevate, e tra le posizioni di testa ci sono anche la Romania (ottavo posto) e il sorprendente Kenya, quattordicesimo grazie a una velocità media in download di 13,7 Mbps.

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