Lega Nord: per l’Indipendenza della Padania

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La piccola realtà territoriale che assume connotazione nazionale. Dirompente l’ascesa della Lega Nord, partito ormai rappresentato anche a livello europeo.

Lega Nord: la storia

Il 4 dicembre 1989 nasce ufficialmente il movimento Lega Nord con atto costitutivo e statuto. Il nuovo soggetto politico confederale riunisce in modo definitivo le seguenti forze politiche: Lega Lombarda di Umberto Bossi, Franco Castellazzi e Francesco Speroni; Liga Veneta di Franco Rocchetta e Marilena Marin; Piemònt Autonomista di Gipo Farassino; Union Ligure di Bruno Ravera; Lega Emiliano-Romagnola di Giorgio Conca e Carla Uccelli; Alleanza Toscana di Riccardo Fragassi. Il 3 settembre si costituisce la Lega Venezia Giulia ed aderisce alla Lega Nord.

Forte del consenso elettorale, il movimento annuncia di voler perseguire il progetto della secessione delle regioni dell’Italia settentrionale (indipendenza della Padania). In occasione delle elezioni politiche 1994, le prime celebrate col sistema maggioritario, la Lega si allea con Silvio Berlusconi. Tra il 1999 e il 2000 il nuovo avvicinamento a Forza Italia: la rinominata Casa delle Libertà vince le elezioni politiche del 2001. Il 7 dicembre 2013 si tengono primarie per la segreteria del partito organizzate da Roberto Calderoli. Il vincitore è stato Salvini con l’82% di voti. All’inizio del 2015 inizia la campagna elettorale per le regionali. Il 31 maggio Luca Zaia diventa Presidente del Veneto, mentre Giovanni Toti viene eletto per la Liguria.

Lega Nord: il programma di Salvini

1) Autonomia

Seguendo la linea tracciata da Gianfranco Miglio, dobbiamo ricostruire una prospettiva federale su base regionale e macroregionale. Più soldi resteranno sul territorio per trasformarsi in opere e servizi utili ai cittadini stessi.

2) Politica estera

La globalizzazione impone soluzioni se non globali, almeno geopolitiche volte a favorire tutte quelle forze che operano per stabilizzare le emergenze umanitarie e contrastare tutti coloro che al contrario speculano sul caos internazionale.

3) Immigrazione

Rivendichiamo la paternità di un tanto fortunato, quanto inascoltato, nostro slogan: “aiutiamoli a casa loro” per progettare con coerenza prospettive di cooperazione internazionale con i paesi africani al fine di eliminare alla radice le cause economiche delle migrazioni.

4) Difesa del lavoro

Abbiamo inserito un sistema di deduzioni che darà aiuto immediato alle fasce più deboli della popolazione, che sarà da stimolo alla produzione industriale. Difendere il lavoro è anche difendere la qualità dei nostri prodotti introducendo argini efficaci contro la concorrenza sleale dei prodotti stranieri. Imprescindibile è la lotta alla delocalizzazione, con la previsione di pesanti multe per chi, dopo aver ricevuto fondi statali, dirotta risorse e investimenti su paesi a minor costo di manodopera. Continueremo la battaglia per eliminare la Riforma Fornero. Infine, riformare la contrattazione sindacale, sostituendo l’attuale e inefficace modello nazionale e centralista con una contrattazione che si fondi su base regionale.

5) Sovranità politica e monetaria

Il nostro Movimento deve richiedere, nelle sedi e nei modi consentiti, l’attivazione di una procedura di revisione ordinaria dei trattati volta a restituire sovranità agli Stati Membri e alle Regioni con potestà legislativa.

6) Sostegno alla famiglia

Se la demografia è un destino, il nostro è quello di scomparire. A meno che non si inverta la rotta, da subito, anche grazie ad un piano di sostegno alla famiglia che destini almeno un miliardo di euro, come da nostra proposta di legge, per garantire asili nido gratis a tutti i bambini italiani. Non si possono dimenticare poi le politiche volte a sostegno della genitorialità, compresi le mamme e i papà soli, le politiche a sostegno delle giovani coppie che devono essere agevolate nel loro percorso di vita e di costruzione di una famiglia.

7) Ricostruzione sociale

La frammentazione culturale e la deriva educativa in Italia sono evidenze sotto gli occhi di tutti che nascono da giorni lontani. Per rimettere insieme i tasselli di un mosaico che dia un senso al vivere associato si potrebbe ripartire da alcuni semplici provvedimenti come l’introduzione di sei mesi di servizio civile o militare obbligatorio, da integrare al percorso scolastico, per educare concretamente le nuove generazioni alle responsabilità e ai doveri che ciascuno di noi ha nei confronti del prossimo.

8) Tutela del territorio

La Lega Nord deve intestarsi la battaglia della riconquista delle nostre montagne, tracciando la linea di uno sviluppo moderno e sostenibile, mentre nelle città le nostre amministrazioni devono essere un argine contro la cementificazione selvaggia.

9) Difesa dell’identità

In estrema sintesi tracciamo in questo programma una prospettiva che metta al centro l’essere umano: con la sua natura biologica, le sue radici culturali che si trasmettono con le parole dai nonni ai nipoti, in lingua locale che è lingua d’affetti, di nascita in nascita, l’uomo che si riconosce in un territorio preciso in cui progettare la vita, la famiglia, la realizzazione di sé.

10) Vita del movimento: rapporto soci ordinari militanti e soci sostenitori

Obiettivo della segreteria sarà aumentare il numero di iscrizioni e militanti ma in maniera chiara e definitiva con un rapporto tra militanti e sostenitori che non potrà scendere al di sotto di 1 a 2 per ogni sezione. Obbiettivo è limitare le “militanze da congresso”.

11) Rafforzamento Enti locali

L’ufficio Enti locali sarà rafforzato mettendosi a disposizione anche dei nostri amministratori in opposizione nelle varie istituzioni e di tutti i militanti che fanno battaglie politiche sul territorio. Verrà, inoltre, potenziato l’invio di materiale politico sul territorio.

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