Sicilia, maglia nera per l’occupazione

Gli atenei siciliani registrano più studenti immatricolati in uscita rispetto a quanti ne entrano.

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La ricerca. Secondo la recente elaborazione di Confindustria e del Centro Studi e Ricerche del Mezzogiorno (SRM) sulla base dei dati Inps, in Sicilia sono stati registrati 11mila posti di lavoro in meno, confrontando i primi tre trimestri del 2016 con quelli del 2015. Non è confortante neppure il dato che riguarda lo sgravio previsto dalla legge di Stabilità del 2016 rispetto a quello del 2015. Le agevolazioni per il 2016 sono risultate più deboli: per l’esattezza tra il 2015 e il 2016 la Sicilia ha visto ridursi del 47,5 % il numero dei contratti a tempo indeterminato (61.099 del 2015 contro i 32.066 del 2016) e del 46 % il numero dei contratti trasformati da tempo determinato a tempo indeterminato (6.377 del 2015 contro i 3.445 del 2016).

I dati. La ricerca, riferita ai lavoratori del settore privato e a quelli degli enti pubblici, ha messo in luce un drastico calo delle assunzioni tra gli ultimi due anni appena trascorsi. Oltre a interrogare l’efficacia dei sostegni occupazionali dello scorso anno, i dati definiscono i contorni di un dramma sociale sempre più acuto. Il punto è che in un’isola in cui mancano i posti di lavoro, non ci sono neppure delle competenze da spendere professionalmente.

Troppi studenti. Stando all’ultima elaborazione di Confindustria e del Centro Studi e Ricerche del Mezzogiorno (SRM) sulla base dei dati Anvur, gli atenei siciliani registrano più studenti immatricolati in uscita rispetto a quanti ne entrano. Per lo scorso anno, è stato calcolato che la differenza  tra gli studenti che si sono immatricolati in Sicilia e quelli residenti nella stessa regione ma che hanno preferito iscriversi in un ateneo di un’altra regione, è stata negativa di 6.226 immatricolati. E’ il saldo peggiore, dopo quello della Puglia (- 6.938). Al contrario, le regioni del Nord Italia hanno segnato un saldo positivo. Dunque, la scelta di emigrare, sia per studiare che per lavorare, non è più una scelta, ma diventa un obbligo per inseguire un lavoro e riscattare la dignità perduta.

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Trentatreenne salernitana, con così tanti sogni nel cassetto che è stato necessario costruire una cabina armadio per contenerli tutti! Si occupa di comunicazione, informazione e formazione. Ha fondato la web agency Ok Comunicare ed è appassionata di letteratura, cinema, fotografia, decoupage. E' giornalista pubblicista e in costante aggiornamento circa le dinamiche evolutive legate ai social network sites.

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