UNIONCAMERE, frenano i fallimenti delle imprese: -5% in 11 mesi

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UNIONCAMERE, frenano i fallimenti delle imprese: -5% in 11 mesi: Arrivano buone notizie per le imprese italiane, infatti, tra gennaio e novembre dello scorso anno, le procedure fallimentari aperte dalle aziende sono state 12.583, contro le 13.223 dello stesso periodo dell’anno 2014. Lo riferisce Unioncamere aggiungendo che in termini percentuali, la frenata è vicina al 5 “Si rileva un’inversione di tendenza, è il risultato migliore dall’inizio della crisi”. Afferma.

In Italia – afferma il sottosegretario allo Sviluppo economico Simona Vicari, commentando i dati camerali – le imprese falliscono meno rispetto ad anno fa. Questo dato è l’ennesimo segnale dell’ormai innegabile ripresa in atto e si aggiunge ai già ottimi risultati sull’occupazione, appena certificati dall’Istat. Ci stiamo lasciando alle spalle i dati da “zero virgola”». La Vicari ricorda poi che «le categorie particolarmente investite da questa svolta in positivo sono quelle delle costruzioni e della manifattura, due colonne portanti della nostra imprenditoria nazionale».

Rispetto alla struttura imprenditoriale italiana, che conta circa 6 milioni di imprese registrate negli archivi delle Camere di commercio – sottolinea Unioncamere – il fenomeno delle aperture di procedure fallimentari riguarda dunque un numero di imprese molto limitato, nell’ordine di 2,1 unità ogni mille. La contrazione del flusso di nuovi fallimenti si registra in tutte le principali forme giuridiche, con l’eccezione di un lieve incremento nel settore delle cooperative e consorzi. Osservando la distribuzione delle nuove procedure per settore di attività delle imprese, «quello che contribuisce maggiormente in termini assoluti è il commercio (3.186 fallimenti aperti negli 11 mesi, pari al 25,3% del totale). Seguono le costruzioni con 2.824 eventi (22,4%) e l’industria manifatturiera con 2.654 (21,1%)». Quanto all’incidenza del fenomeno (al netto dei settori di minori dimensioni per numero di imprese), «l’esposizione delle imprese al rischio fallimento è più elevata tra le attività di trasporti e magazzinaggio (3,6 procedure aperte ogni mille imprese esistenti)».

Tra i settori di maggiori dimensioni, quelli che più degli altri hanno tirato una boccata d’ossigeno rispetto al 2014 sono le attività manifatturiere (-11,7%) e le costruzioni (-10,3%). A peggiorare la performance dell’anno precedente sono stati, in particolare, i servizi alle imprese (+9,3%) e le attività di alloggio e ristorazione (+8,6%).

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Giusy Pirosa
Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il mio pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi, in grado di portare a termine importanti affari. Riesco a mantenere sempre l'autocontrollo grazie alla mia diplomazia e charme.

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